Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto a Israele la liberazione immediata delle cinque attiviste italiane fermate mercoledì in Cisgiordania. Le donne erano state raggiunte dall'esercito israeliano nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, mentre accompagnavano agricoltori palestinesi nella raccolta delle olive.
Tajani ha definito le detenzioni «inaccettabili», sottolineando che le cittadine italiane «non stavano commettendo alcun reato». La polizia israeliana ha annunciato l'espulsione degli attivisti stranieri fermati, accusandoli di essere entrati senza autorizzazione in una zona militare chiusa.
Il ministro ha ribadito la posizione italiana sulla Cisgiordania: «Non siamo d'accordo con il blocco totale. Non è colpendo la popolazione palestinese che Israele avrà sicurezza». Nelle stesse ore sono rientrati in Italia altri due attivisti di Bolzano, padre e figlio, espulsi con divieto di ingresso per dieci anni.
Immagine: Antonio Tajani (2018). Crediti: Parlamento UE via Wikimedia Commons
