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ALTERAZIONE

La grammatica italiana (2012)

ALTERAZIONE


L’alterazione è un tipo particolare di derivazione di nomi, aggettivi e verbi realizzata tramite l’uso di ➔suffissi, che aggiungono al vocabolo originario una sfumatura di qualità, quantità o tono, senza modificarne il significato fondamentale. I principali tipi di alterazione sono:

alterazione

Nella formazione dei sostantivi alterati può accadere che l’accrescitivo e il diminutivo cambino genere rispetto al vocabolo originario

la febbre ▶ il febbrone

la villa ▶ il villino

il sapone ▶ la saponetta

Meno frequente è l’alterazione degli aggettivi

lungo ▶ lunghetto

dolce ▶ dolciastro

Gli aggettivi alterati con suffisso accrescitivo o peggiorativo sono spesso sostantivati

sei villano ▶ sei un villanzone

sei ignorante ▶ sei un ignorantaccio

A volte gli alterati assumono un significato diverso da quello del vocabolo di origine

la carta ▶ il cartone

I verbi alterati si formano aggiungendo al verbo alcuni suffissi alterativi specifici, diversi da quelli che si usano per l’alterazione di nomi e aggettivi. In genere questi suffissi modulano il significato del verbo in un senso che può essere:

– attenuativo

canticchiare (= cantare sottovoce)

piovigginare (= piovere con scarsa intensità)

– leggermente peggiorativo

vivacchiare (= vivere stentatamente)

leggiucchiare (= leggere con stento o con poco impegno).

Usi

Nel linguaggio affettivo, anche i nomi di persona possono subire alterazioni

Flavietta, Giorgino, Marione

Nel parlato e nello scritto molto informale è possibile incontrare il suffisso

-azzo con valore non dispregiativo, ma scherzosamente accrescitivo

carne ▶ carnazza

panino ▶ paninazzo

porno ▶ pornazzo.

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