Eṡegèṡi
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eṡegèṡi (alla greca eṡègeṡi) s. f. [dal gr. ἐξήγησις, der. di ἐξηγέομαι «guidare, spiegare, interpretare»]. – 1. Propriam., l’esposizione dichiarativa di un testo, in cui si compendia e si conclude l’attività critica dell’interprete; il termine è particolarm. usato per indicare l’interpretazione della Bibbia (v. anche ermeneutica) e, nella storia del diritto, per indicare l’attività dei glossatori (e. giuridica); con riferimento a opere letterarie, lo studio e l’interpretazione critica di un testo: e. dantesca. 2. Con sign. estens., l'interpretazione di uno scritto o discorso oscuro o oggetto di controversia; anche, l'attribuzione di significato a ciò che si manifesta o è espresso in modo simbolico, attraverso segni convenzionali o noti a pochi.
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