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Fino a non molti anni fa della salute mentale si parlava poco. Non perché gli psicologi non esistessero, ma perché l’argomento non era un tema di massa: mancava un discorso pubblico che aiutasse le persone a capire come gestire le proprie emozioni, quanto fossero diffusi i disturbi mentali e quali fossero le soluzioni possibili.

Dalla pandemia in poi la situazione è molto cambiata: la consapevolezza è cresciuta, pazienti e professionisti fanno meno fatica a incontrarsi e si sta costruendo gradualmente una coscienza collettiva. I pregiudizi, tuttavia, persistono.

Da questa constatazione è partita Serenis, servizio di psicoterapia online, che in occasione della Giornata mondiale della salute mentale ha realizzato un’affissione dedicata ai pregiudizi, una filastrocca, quasi uno scioglilingua, che li mette in fila: «La salute mentale è una cosa da ricchi, malati, da donne e sfigati, da polli, da fessi, da folli e depressi, da stolti, da tonti, da tanti, da tutti».

Rime e assonanze costruiscono un percorso che parte dai pregiudizi per arrivare a un obiettivo non ancora raggiunto: «La salute mentale è una cosa da tutti».