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Washington

Enciclopedia on line

Washington Città (7.705.281 ab. nel 2020), capitale federale degli Stati Uniti d’America, i limiti amministrativi della quale coincidono con quelli del Distretto di Columbia. Sorge sulla riva sinistra del Potomac, presso la confluenza in esso dell’Anacostia. Il piano di urbanizzazione della capitale, esteso sull’intera area del Distretto di Columbia, era caratterizzato dalla sovrapposizione alla rete viaria a scacchiera, tipica di alcune più antiche città americane, come Filadelfia e Annapolis, di un sistema stellare, di evidente ispirazione barocca, di grandi arterie diagonali colleganti le principali piazze, quindici, simboli degli stati dell’Unione. Gli edifici pubblici, primi tra tutti la Casa Bianca (White House), residenza presidenziale, e il Campidoglio (Capitol), sede del Congresso, collegati tra loro dalla Pennsylvania Avenue e dal W. Mall, hanno un’architettura neoclassica che dà un volto particolare e omogeneo alla città. W. si presenta così con una fisionomia particolare: è città residenziale, città politica e amministrativa (la grande maggioranza della popolazione è impiegata negli uffici pubblici) e centro culturale notevolissimo, sede di numerose università, di prestigiosi istituti di ricerca, di biblioteche e di musei. Scarsa rilevanza ha l’industria, eccetto che nel settore editoriale. W. è nodo ferroviario e sede di due aeroporti.

Per evitare la rivalità tra gli stati dell’Unione, il Congresso (luglio 1790) nominò una commissione che scelse il sito in cui sarebbe sorta la capitale, su un territorio di 250 km2 ridotti a 181 nel 1846 per la cessione alla Virginia del territorio a sud del Potomac. L’architetto francese P. L’Enfant, che aveva combattuto per l’indipendenza americana, ne disegnò (1791) la pianta, che l’anno dopo T. Jefferson modificò. Nel 1800 erano pronti la Casa Bianca e il Campidoglio, e a mano a mano che anche gli altri edifici erano ultimati vi si trasferivano le varie amministrazioni. J. Adams fu il primo presidente (1824-28) a stabilirsi ufficialmente a Washington. Nel 1814 gli Inglesi fecero un’incursione nella città e ne incendiarono gli edifici più importanti; anche durante la guerra civile la città, che restò sempre la capitale dell’Unione, fu al centro delle operazioni militari. Nel 1871-74 la forma di governo del distretto fu cambiata stabilendo che dovesse essere retta da tre commissari nominati dal presidente col consenso del Senato e cominciò il cosiddetto Rinascimento di W., che divenne gradualmente una delle più belle città degli Stati Uniti.

Tra le istituzioni culturali di W. merita particolare menzione la Biblioteca del Congresso (Library of Congress), istituita nel 1800 in seno al Campidoglio per fornire i libri necessari al Congresso; essa occupa dal 1897 una sede propria ed è aperta al pubblico dal 1950. Simbolo della città è il National Mall, un monumentale viale pedonale (ideato nel piano urbanistico di L'Enfant alla fine del 18° secolo e completato all'inizio del 20°), che si estende per circa 3 km in direzione est-ovest, collega il Campidoglio al Lincoln Memorial, attraverso la meta intermedia dell’obelisco del Washington Monument: 20°), che si estende per circa 3 km in direzione est-ovest, collega il Campidoglio al Lincoln Memorial, attraverso la meta intermedia dell’obelisco del Washington Monument: un percorso rettilineo che, oltre a caratterizzare il cuore urbano di W., accoglie lungo la sua estensione una reflecting pool (620 × 51 m) e molti dei numerosi musei della città. Notevoli dal punto di vista istituzionale e architettonico quelli che dipendono dalla Smithsonian Institution (National gallery of art, sede neoclassica di J.R. Pope, con l’East Building di I.M. Pei del 1978; Hirshhorn museum and sculpture garden, 1974; National air and space museum, 1976, di Hellmuth, Obata & Kassabaum; National museum of American Indian, 2004, di Venturi, Scott Brown and Associates ecc.). Tra gli altri musei: Corcoran gallery of art (1869); American film institute (1973, di Hardy, Holzman, Pfeiffer ass.); National museum of women in arts (1981); United States holocaust memorial museum (1993, di J.I. Freed) ecc. Tra le istituzioni culturali di W. merita particolare menzione la Library of Congress, istituita nel 1800 in seno al Campidoglio per fornire i libri necessari al Congresso (dal 1897 con una sede propria, aperta al pubblico dal 1950). Architettonicamente rilevanti anche le sedi delle varie ambasciate (per es., l’Ambasciata di Germania, di O.M. Ungers, 1995). Il Vietnam veterans memorial (1981-83, M. Lin) è tra i più notevoli interventi monumentali nella città; gli si contrappone il realismo del Vietnam women’s memorial (1993, G. Goodacre).

Conferenza di W. Riunitasi sotto la presidenza americana dal novembre 1921 al febbraio 1922, diede luogo a tre trattati che mettevano fine alla corsa agli armamenti navali e davano un assetto stabile alla situazione politico-militare nel Pacifico.

Trattati di W. Il primo, del 1867, fu concluso fra gli USA e la Russia che, trovando sempre più difficile sostenersi in Alaska, la cedette, dietro compenso in denaro, al governo di W. insieme alle isole Aleutine.

Nel 1871 la Gran Bretagna e gli USA si accordarono per sottoporre a un arbitrato la cosiddetta questione dell’Alabama (che insieme ad altre 12 navi britanniche aveva recato danni a navi americane nel corso della guerra civile). La sentenza arbitrale, emessa a Ginevra il 14 settembre 1872 riconobbe agli USA un indennizzo di 15.500.000 dollari in oro.

Il 16 giugno 1897 fu stipulato il trattato fra gli USA e i rappresentanti delle isole Hawaii, i quali firmarono l’atto di annessione delle loro isole alla repubblica federale.

Il 18 novembre 1903 fu firmato il Trattato Hay-Bunau-Varilla tra la neocostituita Repubblica di Panamá e gli USA, con il quale la prima concesse agli Stati Uniti i diritti sulla futura Zona del Canale.

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