Vuoi navigare il sito Treccani senza limiti e pubblicità? Scarica l'APP e abbonati ora per accedere su tutti i tuoi dispositivi!
Scarica
​

Segnale

di Domenico Russo
Enciclopedia dei ragazzi (2006)

segnale

Domenico Russo

Il linguaggio simbolico della comunicazione

Strumento che veicola informazione, il segnale svolge un ruolo essenziale per gli esseri viventi. Naturali o artificiali, sonori o visivi, elettrici o chimici che siano, i segnali hanno da sempre accompagnato e potenziato lo sviluppo della civiltà umana

Cambiamenti significativi

Il segnale è una delle componenti fondamentali della comunicazione. Si ha un segnale, infatti, ogni volta che un organismo vivente, un corpo materiale (per esempio un corpo celeste) o una macchina, che indichiamo col termine emittente, modifica qualcosa nel tempo e nello spazio fisico che lo circonda. Questo cambiamento diventa un segnale se permette a un altro organismo o macchina, che indichiamo col termine ricevente, di trarre informazioni utili dalla sua presenza.

Qualunque variazione di energia e qualunque oggetto capace di spostarsi nello spazio può diventare un segnale che porta informazione a un ricevente. Abbiamo segnali acustici o sonori, segnali luminosi od ottici, segnali radio, segnali sismici, chimici, elettrici e così via.

Le informazioni portate dai segnali determinano a fondo la vita di tutti gli organismi viventi, dalle piante agli animali all’uomo. In particolare la storia dell’uomo evolve con l’evolvere della sua capacità di costruire oggetti e macchine in grado di gestire (e di fornire) informazioni sempre più precise e complesse: dai primitivi segnali (come una fila ordinata di sassi sul terreno o qualche scalfittura su un osso) su su nei secoli fino al telefono, alla televisione, al computer.

Segnali convenzionali

Nell’universo dei segnali un ruolo importante è giocato dai segnali convenzionali, vale a dire da tutti quegli oggetti, strumenti o dispositivi che gli uomini usano per fare segnalazioni. Sono segnali convenzionali per eccellenza tutti i segnali stradali (segnaletica): dai cartelli verticali ottenuti combinando forme geometriche, colori e simboli, ai dispositivi luminosi come i semafori o le luci lampeggianti fino ai grandi segnali dipinti sulla carreggiata. Noti e importanti sono poi i segnali ferroviari (primo tra tutti il fischio del capostazione che indica la partenza di un treno), i segnali marittimi o navali (fari, sirene, boe, il ben noto SOS e così via) e i segnali aeroportuali e aerei (le luci delle piste, i colori delle torri di controllo, i lampeggianti degli aerei in volo).

Ai segnali che regolano gli spostamenti umani si aggiunge la vasta e varia famiglia dei segnali d’allarme (grida, movimenti delle braccia, bandierine, luci, razzi, sirene e tanto ancora), quella dei segnali di sicurezza sul lavoro, quella usata nelle esercitazioni militari e in battaglia. Ma l’elenco è sterminato: dovremmo ancora parlare, per esempio dei familiarissimi segnali acustici di libero e di occupato del telefono, o del segnale orario e così via.

Segnali nascosti

Se la vita dei paesi sviluppati è oggi quella che è, gran parte del merito si deve alla grande famiglia dei segnali elettrici. Essi possono essere analogici o digitali. I segnali analogici usano variazioni dello stato fisico di tipo continuo, in pratica sono quelli che percepiamo con i nostri sensi. I segnali digitali invece sono quelli elaborati estraendo da un segnale analogico campioni che poi vengono riuniti insieme (digitalizzazione), un po’ come succede con la pellicola cinematografica. Rispetto agli analogici, i segnali digitali permettono di studiare i fenomeni in modo straordinariamente più preciso ed è per questo che sono un’acquisizione importante per lo sviluppo della civiltà umana.

Nulla di tutto quel che si è visto finora sarebbe però possibile senza la grande famiglia dei segnali biologici, vale a dire la moltitudine di modi in cui la miriade delle informazioni chimiche necessarie alla vita passa da una componente all’altra di una cellula o di un individuo, da un individuo all’altro e da questo all’ambiente e viceversa. Le cellule si riproducono infatti facendo circolare al loro interno precisi segnali chimici. Sono segnali chimico-elettrici, per esempio, quelli che permettono al nostro cervello di spostare i muscoli. Sono segnali chimici quelli che avvisano il nostro cervello tramite i sensi dell’olfatto o del gusto che il cibo che stiamo ingerendo è guasto o velenoso, oppure piacevole e nutriente.

Studiando i segnali, insomma, ci rendiamo conto che il mondo non è un elenco di cose, ma un grande reticolo di scambi d’informazione.

© Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani - Riproduzione riservata