Rovereto
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Comune della prov. di Trento (50,9 km2 con 40.334 ab., stima Istat 2025, detti Roveretani). La cittadina è situata in Val Lagarina, a 204 m s.l.m. Industrie metalmeccaniche, tessili (in passato, notevole il setificio), alimentari, del legno, della gomma. Centro commerciale e turistico, oltre che notevole centro culturale.
Dominio dei signori di Lizzana nel 12° sec., passò agli inizi del 14° sec. sotto la signoria dei Castelbarco, fu cinta di mura e fortificata con la costruzione del castello. Nel 1416 fu occupata dai Veneziani; nel 1507 fu presa dalle truppe dell’imperatore Massimiliano, e passò sotto il dominio della casa d’Austria. Aggregata nel 1564 al Tirolo, R. fu poi elevata a sede di capitanato. Nel 18° sec. fu importante centro commerciale, soprattutto per la seta.
Rimangono parzialmente conservate le mura dell’antica città (14° sec.), ampliate dai Veneziani nel 15° sec., quando fu rifatto anche il castello. Tra i monumenti notevoli: S. Marco (17° sec.); S. Maria del Carmine, di antica origine ma rifatta nel 17° sec. (chiostro del 14° sec.); Palazzo del Municipio, in gran parte del 15° sec.; resti del Palazzo dei conti d’Arco. Tra i musei: Museo Depero, con importante collezione del pittore futurista; Museo di arte moderna e contemporanea (M. Botta, 2002). Nei dintorni di R. si trovano la chiesetta di S. Ilario (12° sec.), il romitorio di S. Colombano e vari castelli medievali. La biblioteca civica è sede dell’Accademia degli Agiati, sorta nel 1750.
La Campana dei Caduti Maria Dolens
Il Museo storico italiano della guerra, che conserva la più vasta raccolta italiana di oggetti e documenti relativi alla Grande guerra, è ubicato nel castello sul cui Torrione Malipiero venne collocata nel 1925 la grandiosa Campana dei Caduti Maria Dolens, realizzata l'anno precedente, su iniziativa del sacerdote roveretano e irredentista A. Rossaro (1883-1952), dallo scultore S. Zuech mediante la fusione del bronzo dei cannoni delle nazioni partecipanti alla Prima guerra mondiale. Rifusa nel 1939 e nel 1964, benedetta nell'ottobre 1965 a piazza San Pietro da papa Paolo VI per essere poi trasportata a Rovereto e collocata in una nuova sede, il Colle di Miravalle, la Campana Maria Dolens rappresenta il simbolo identitario e vocativo di Città della pace, titolo conferito con la l. 103/2006 dalla Repubblica Italiana con la seguente motivazione: "Alla città di Rovereto che, evacuata nel 1915 dall'autorità austroungarica e distrutta successivamente dai bombardamenti dell'esercito italiano, ha fondato nel 1921 il Museo storico italiano della guerra ed ha realizzato nel 1924 la Campana dei caduti e della pace con il bronzo dei cannoni offerti dagli Stati partecipanti al primo conflitto mondiale, è conferito il titolo di Città della pace, del quale può fregiare il proprio gonfalone".
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