Pitti
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Popolazione stanziata nell’antica Caledonia (od. Scozia) associata al mondo celtico insulare. Noti anche come Picti ("dipinti"), dalla loro pratica di decorarsi con tatuaggi e pitture corporali, a partire dalla fine del 3° sec. d.C., i P. intrapresero scorrerie contro la provincia romana di Britannia, costringendo vari imperatori ad affrontarli: Costanzo I (306), Costante (342-43), Giuliano (359). Teodosio, per ordine di Valentiniano I, guidò una campagna per riconquistare la Britannia invasa dai P. assieme a Sassoni e Franchi (368). Dopo il ritiro romano, i Pitti mantennero il controllo su vaste aree della Caledonia, organizzati in regni tribali, tra cui Fortriu e Cait. La lingua dei Pitti, oggi estinta, è oggetto di dibattito: secondo l’ipotesi prevalente, essa apparteneva al ramo brittonico delle lingue celtiche (tipo P), analogamente al gallese e al cumbrico. Tuttavia, fonti altomedievali, come Beda il Venerabile e Adomnán di Iona, suggeriscono che il pittico fosse distinto sia dal gaelico (tipo Q) sia dal britannico, alimentando teorie alternative che lo considerano una lingua autonoma o con elementi pre-indoeuropei. Nel corso del IV e V secolo, la Caledonia fu progressivamente influenzata dagli Scoti, popolazione celtica originaria dell’Irlanda, parlante un gaelico tipo Q. La fusione tra Pitti e Scoti culminò nel IX secolo con la formazione del regno di Alba, sotto la dinastia di Cínaed mac Ailpín (Kenneth I), considerato il primo sovrano ad aver unificato le due etnie. Da quel momento, l’identità pittica si dissolse gradualmente nella cultura gaelica, contribuendo alla nascita della Scozia medievale.
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