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Interferone

Enciclopedia on line

Sostanza proteica, identificata nel 1957 da A. Isaacs e J. Lindemann, capace di interferire con lo sviluppo dei virus, inibendone la moltiplicazione all’interno della cellula. È prodotta dalle cellule stesse in risposta alla penetrazione virale, ma può essere ottenuta anche in laboratorio.

La classificazione attuale degli i. si fonda su criteri strutturali, funzionali e recettoriali, grazie ai quali ne sono state distinte tre classi principali: il tipo I (IFN-α, IFN-β, IFN-ε, IFN-κ, IFN-ω), che agisce tramite il recettore IFNAR; il tipo II, rappresentato unicamente da IFN-γ, che interagisce con IFNGR; e il tipo III (IFN-λ1–4), che si lega al recettore IFNLR ed è implicato nella risposta immunitaria a livello delle superfici mucosali. Recenti studi hanno inoltre affinato l’identificazione delle fonti cellulari di produzione: IFN-α è prodotto prevalentemente dalle cellule dendritiche plasmacitoidi (pDCs), IFN-β da cellule nucleate quali fibroblasti, epiteliali ed endoteliali, mentre IFN-γ è secreto da linfociti T attivati e cellule natural killer (NK).

Le singole subunità costitutive degli i. hanno peso molecolare compreso tra 16 e 22 kD, tendono a formare dimeri e si rinvengono quindi anche in forme a peso molecolare più elevato. Tutti sono specie-specifici e agiscono attraverso recettori con distribuzione cellulare variabile, attivando vie di segnalazione intracellulare che modulano l’espressione genica e le funzioni immunitarie. Il recente avanzamento delle ricerche ha permesso di individuare le regioni cromosomiche coinvolte nella regolazione della sintesi degli i., contribuendo a chiarire i meccanismi genetici alla base della loro diversità funzionale.

Gli i. contribuiscono alle difese dell’organismo contro infezioni virali e altri agenti patogeni, proteggendo le cellule da effetti citopatici e svolgendo numerose funzioni immunomodulanti. In ambito clinico, il loro impiego ha mostrato prospettive promettenti nel trattamento del sarcoma di Kaposi, dell’epatite virale cronica e della sclerosi multipla.

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