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Menghistu, Haile Mariam

Dizionario di Storia (2010)

Menghistu, Haile Mariam


Politico etiopico (n. distretto di Wolaita 1937). Ufficiale quasi sconosciuto di stanza ad Harar, nel contesto della rivoluzione che nel 1974 abbatté la monarchia fu inviato a rappresentare la sua divisione militare nel Derg, il comitato militare che aveva assunto la guida del Paese, distinguendosi rapidamente per radicalismo e assumendo la vicepresidenza nel novembre 1974. Divenne leader indiscusso a seguito dei regolamenti di conti che condussero nel 1977 all’uccisione di Tafari Banti, Atnafu Abate e altri vertici del regime. M. fu l’artefice primo della sanguinosissima fase che seguì, detta Terrore rosso (1977-78), in cui furono eliminati numerosi esponenti del vecchio ordine imperiale e delle opposizioni. Contro l’attacco somalo del 1977 invocò l’aiuto sovietico. Negli anni successivi attuò politiche per la trasformazione in senso comunista dello Stato e della società. La designazione di M. alla guida del Workers party of Ethiopia (1984) e della Repubblica democratica popolare d’Etiopia (1987) segnò la transizione al regime civile. Tuttavia carestia e rivolte provinciali minarono gradualmente la tenuta del Derg e di M., che con la fine della Guerra fredda perse anche il sostegno dell’URSS. Con l’abbattimento del regime a opera delle opposizioni armate tigrina ed eritrea, riparò in Zimbabwe (1991). Nel 2007 è stato condannato all’ergastolo per genocidio dall’Alta corte federale dell’Etiopia; la condanna in contumacia è stata commutata in pena di morte nel 2008.

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