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Equazione di Gelfand-Levitan-Marcenko (GLM)

di Francesco Calogero
Enciclopedia della Scienza e della Tecnica (2008)

Equazione di Gelfand-Levitan-Marcenko (GLM)

Francesco Calogero

Equazione centrale nella risoluzione del problema inverso della diffusione nell’ambito della meccanica quantistica non relativistica, ossia nella risoluzione del cosiddetto problema spettrale inverso. La risoluzione di tale problema, e dunque la stessa equazione GLM, gioca un importante ruolo anche nello studio di alcune equazioni di evoluzione alle derivate parziali integrabili, quali, per es., la equazione di Korteweg-de Vries (equazione KdV). Il problema diretto della diffusione si basa sulla equazione (stazionaria) di Schrödinger, che in opportune unità di misura (e nel contesto di uno spazio unidimensionale) si scrive

[1]

e con −∞〈x〈+∞. In questa equazione di base del problema spettrale diretto la funzione reale u(x) è assegnata (e per ipotesi si annulla abbastanza rapidamente per x→±∞), il numero reale k2 è l’autovalore e alla autofunzione ψ(x,k) (soluzione di questa equazione differenziale) si richiede di mantenersi limitata per ogni valore della variabile spaziale x (anche nel limite in cui x→±∞). Pertanto – tenuto conto della proprietà della funzione u(x) di annullarsi asintoticamente – lo spettro degli autovalori k2 ha due componenti: tutti i valori positivi, k2>0, ed eventualmente un numero finito di valori negativi, k2=−p2ν, n=1,…,N. Agli autovalori positivi, cui corrisponde un valore reale (positivo) di k, si associano autofunzioni caratterizzate dal seguente comportamento asintotico:

[

2a

]

per x→−∞;

[

2b

]

per x→+∞. Queste formule identificano univocamente la corrispondente autofunzione ψ(x,k), nonché il coefficiente di trasmissione T(k) e il coefficiente di riflessione R(k). Agli autovalori negativi (qualora esistano) si associano invece autofunzioni ψ(x,ipν)=fν(x) normalizzabili, che devono dunque annullarsi per x→±∞ e che conviene caratterizzare univocamente mediante la condizione

[

3a

]

cui si associa il coefficiente di normalizzazione

[

3b

]

Il problema spettrale diretto consiste nella determinazione, data una funzione reale u(x), dei corrispondenti coefficienti di trasmissione T(k) e di riflessione R(k), del numero N di autovalori discreti – numero che potrebbe anche esser nullo, anzi lo sarebbe certamente se u(x)≥0 per −∞〈x〈+∞ – e delle corrispondenti quantità (positive) pν,ϱν, n=1,…,N. In particolare si definisce trasformata spettrale della funzione u(x) l’insieme di dati

[4]

[4]

La giustificazione per questa definizione della trasformata spettrale nasce dal fatto che i dati in essa contenuti sono necessari e sufficienti a determinare univocamente la corrispondente funzione u(x): la sua individuazione a partire dalla trasformata spettrale costituisce per l’appunto il problema spettrale inverso, nel cui ambito l’equazione integrale GLM gioca un ruolo essenziale. Data infatti la trasformata spettrale [4], si definisce una funzione

1

[5]

e l’equazione GLM si scrive allora come segue:

[6]

Questa equazione integrale di Fredholm – nella quale la funzione M(x) entra sia come termine noto che come nucleo – determina univocamente la funzione K(x,y) e questa determina a sua volta la funzione u(x) tramite la formula

[7]

→ Solitoni

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