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Cicloconvertitore

Enciclopedia on line

Dispositivo di conversione della frequenza di una corrente alternata (o di un sistema trifase di correnti alternate), caratterizzato dal fatto di non avere uno stadio intermedio in corrente continua; detto anche cicloinvertitore, o convertitore diretto. Il c. più usato è del tipo a commutazione naturale dalla rete, per il quale il limite superiore del valore della frequenza di uscita è limitato a circa 1/3 di quello di ingresso. Questo c. è basato sull’impiego di ponti raddrizzatori collegati in antiparallelo, i quali possono fornire una tensione compresa tra due estremi eguali, uno positivo e uno negativo, e analogamente possono erogare o assorbire correnti. Modulando la posizione degli istanti di accensione dei tiristori, si ottiene una tensione di uscita che varia in ampiezza e in frequenza come il segnale di riferimento; quando uno dei ponti conduce, funziona da raddrizzatore se la f. e. m. da esso fornita è concorde con la corrente, funziona invece da invertitore se è opposta. Per realizzare un c. con uscita a tensione trifase bisogna associare tre gruppi convertitori, comandati da tre tensioni di riferimento sfasate di 120°.

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