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Cabilia

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Cabilia (Kabylia) Regione montuosa dell’Algeria settentrionale, affacciata sul Mediterraneo e compresa tra l’Isser a O e il Golfo di Bejaïa a E, tradizionalmente suddivisa in Grande Cabilia, dominata dal massiccio del Djurdjura, e Piccola Cabilia, corrispondente ai rilievi dei Babors, più bassi e ricchi di coperture forestali; in alcune classificazioni si distingue anche una Cabilia di Collo nell’entroterra di Capo Bougarʿoun. Il territorio, appartenente al sistema dell’Atlante Telliano, presenta rilievi aspri, gole profonde e cime che superano i 2000 m (Lalla Khedidja, 2308 m), con clima relativamente umido e boschi di conifere, querce e cedri; nella Piccola Cabilia si trova l’unica stazione nordafricana dell’abete di Numidia. Le risorse comprendono giacimenti di ferro, piombo e rame, oltre a estese sugherete. La popolazione è in prevalenza cabila, uno dei principali gruppi amazigh dell’Algeria, con ampia diffusione della lingua cabila accanto all’arabo e al francese; elevata la densità abitativa e radicate le tradizioni artigianali. Centri principali sono Tizi Ouzou e Bejaïa. Storicamente la regione mantenne a lungo una forte autonomia rispetto ai poteri centrali, e oppose una resistenza particolarmente tenace alla conquista francese, conclusasi nel 1857; ebbe un ruolo di primo piano nella guerra d’indipendenza (1954‑62). Area privilegiata dell’attività dei gruppi islamisti armati negli anni Novanta, la regione rimane un centro attivo di rivendicazioni culturali e politiche legate all’identità amazigh, con periodiche mobilitazioni sociali e una diaspora consistente, soprattutto in Francia.

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