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Vigile di quartiere

Neologismi (2008)

vigile di quartiere


loc. s.le m. Agente di polizia locale incaricato della sorveglianza di un quartiere urbano, con il compito di stabilire un contatto diretto con i cittadini. ◆ «Telecamere a circuito chiuso, colonnine stradali per le richieste di aiuto, vigilantes in parchi e giardini, illuminazione delle strade più buie e pericolose sono provvedimenti utili» sostiene [Giovanni Preziosa, neoassessore alla Sicurezza del Comune di Bologna]. E lo è anche il vigile di quartiere. (Foglio, 28 luglio 1999, p. 3) • «Un vigile di quartiere non come figura repressiva, ma capace di interiorizzare l’ambiente in cui opera, farlo proprio, scoprirne i lati positivi e quelli negativi cercando di eliminare i secondi […] Il vigile di quartiere è una figura molto utile che a Londra opera già da diversi anni e si è espansa in tutto il mondo» [Alessandro Rufo, Assessore alla Viabilità del Comune di Velletri]. (Tempo, 14 dicembre 2001, p. 42, Metropoli) • [tit.] Un «centro di mediazione» e vigili di quartiere nei locali acquistati dal Comune al Grattacielo [testo] […] La giunta ha approvato ieri anche l’acquisto di due locali (di complessivi 47mq) situati nel grattacielo: saranno utilizzati in particolare per i servizi di mediazione dei conflitti, […] ed eventualmente anche per il comando dei vigili di quartiere. (Resto del Carlino, 8 febbraio 2006, Ferrara, p. IX).

Composto dal s. m. e f. vigile, dalla prep. di e dal s. m. quartiere.

Già attestato nel Repubblica del 1° marzo 1986, p. 7, Attualità (Massimo Lugli).

V. anche agente-amico, agente di prossimità, agente di quartiere, polizia di prossimità.

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