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Mcdonaldizzazione

Neologismi (2025)

mcdonaldizzazione


(macdonaldizzazione), s. f. Sistema di razionalizzazione della produzione, del lavoro e del consumo che ricalca le caratteristiche di efficienza, prevedibilità, automatismo e standardizzazione proprie dei fast food, e ha un forte impatto modellizzante su tutti gli aspetti della società. ◆ Macdonaldizzazione. Così chiamano gli studiosi quel fenomeno che porta alla costruzione nel mondo di luoghi tutti uguali in cui andare a comprare. E nello stesso tempo vivere momenti di svago. I centri commerciali, appunto. Lo psicologo Luca Carrozzini lo spiega così: «Vado a fare la spesa e intanto approfitto per fare una partita a tennis, e magari lascio i bambini nel kinderheim. È un nuovo modello culturale che viene dagli Usa e dal quale ci facciamo incantare anche noi». (Francesca Lozito, Adige, 31 agosto 2002, p. 19, Trento) • Mcdonaldizzazione, questo strano, e complicato, neologismo descrive la potente forza di suggestione che sembrano avere i documenti della propaganda armata della Jihad sui giovani internauti musulmani: «Avere oggi una laurea in computer sciences ha un potere dogmatico superiore a quello degli Ulema, i dottori della legge che hanno l’esclusiva sull’interpretazione dei sacri testi – spiega [Gilles] Kepel –. Chi controlla un sito internet ha un potere incommensurabile rispetto a chi ha studiato per quarant’anni il Corano». (Roberto Ciccarelli, Manifesto, 26 ottobre 2004, p. 14, Cultura). • [Caterina] Caselli si è spinta a chiedere l’introduzione delle quote obbligatorie di prodotto nazionale trasmesso dalle radio e dalle tv tematiche, com’è successo con ottimi risultati in Francia; e ha invocato un dipartimento governativo che organizzi la diffusione sul mercato estero. Giordano Sangiorgi di Audiocoop, che raduna le piccole e piccolissime etichette, ha paragonato le sue realtà allo slowfood, rispetto alla «mcdonaldizzazione» delle multinazionali. (M[arinella] V[enegoni], Stampa, 2 marzo 2006, p. 29, Spettacoli) • George Ritzer è uno dei più rilevanti sociologi statunitensi. Ha insegnato sociologia presso l’Università del Maryland e, nel corso degli anni Settanta e degli anni Ottanta, si è prevalentemente occupato di temi sociologici di carattere generale. Nel periodo successivo, invece, pur continuando a interessarsi a questioni relative alla teoria sociologica, ha cominciato a studiare con attenzione il mondo dei consumi, adottando una prospettiva di analisi che è in gran parte influenzata dai concetti teorici sviluppati da Max Weber, e ha pubblicato nel 1993 negli Stati Uniti The McDonaldization of Society (Pine Forge Press), che sviluppava il concetto della “McDonaldizzazione della società”, da lui già espresso in un articolo del 1983, e che è uscito nella sua prima traduzione italiana nel 1997 con il titolo Il mondo alla McDonald’s (Il Mulino). (Vanni Codeluppi, Doppiozero.com, 2 agosto 2020, Libri/Politica) • Il processo di mcdonaldizzazione nello specifico disvela l’aspetto mistico-religioso relativamente al consumo di junk food. Per molti consumatori, difatti, né le vantaggiose offerte economiche né il gusto o la qualità del cibo sono rilevanti, è essenziale interagire e riconoscersi in una ritualità individuale-collettiva rappresentata simbolicamente da un brand – inscalfibile e riconoscibile in ogni angolo del globo – che sopperisce illusoriamente al bisogno umano di sacralità soprattutto in un Occidente completamente capitalistizzato. (Gianmario Sabini, Liberopensiero.eu, 17 febbraio 2024, Attualità).

Adattato dall’ingl. McDonaldization.

Già attestato nel Corriere della sera del 5 aprile 1992, p. 1, Prima pagina (Evgheni Evtuscenko, trad. di Laura Ferrari), nella variante grafica Macdonaldizzazione.

V. anche cocacolonizzazione.

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