Birra artigianale
Neologismi (2019)
birra artigianale
loc. s.le f. Birra non pastorizzata e non microfiltrata, prodotta da piccoli birrifici indipendenti. ♦ La Storia con la "s" maiuscola della birra artigianale in Italia nasce con il gruppo dei "pionieri": ciascuno di loro nei suoi viaggi all'estero aveva "visto la luce" come John Belushi [...]. La maggior parte aveva cominciato cavalcando l'onda americana, ovvero facendosi la birra in casa. Nel 1996 Guido Taraschi apre la Centrale della Birra a Cremona (l'unica oggi chiusa), i fratelli Davide e Giampaolo Sangiorgi inventano lo Skunky o Birrificio Lambrate a Milano – l'unica esperienza metropolitana di allora –, i fratelli Enrico e Alessandro Borio inaugurano il Birrificio Beba a Villar Perosa (Torino), la famiglia Sauza lancia il Vecchio Birraio a Marsango (PD), Giovanni Turbacci con Quinn Sandra apre l'omonimo birrificio a Mentana, vicino a Roma. E poi, come già detto, Teo Musso a Piozzo (CN) e Agostino Arioli a Lurago Marinone (CO), già allora l'alfa e l'omega delle birre nostrane. (Lorenzo "Kuaska" Dabove, La birra non esiste, Altraeconomia, 2015, p. 46) • Per la birra artigianale è una svolta storica: il Senato ha approvato ieri il Collegato agricoltura, contenuto nel DDL S 1328-B (Disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione, competitività per l’agroalimentare) stabilendo che "si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione". (Donata Marrazzo, Sole24Ore.com, 7 luglio 2016, Food 24) • È difficile riassumere, in poche parole, la straordinaria complessità che pulsa dietro il sipario della birra artigianale italiana, perché si tratta di uno scenario di grande biodiversità, espressione di culture, di territori, di sensibilità molto diverse tra loro. Potremmo però dire che le principali caratteristiche che definiscono la birra artigianale italiana sono la creatività, il carattere e l’eleganza. (Luca Giaccone e Eugenio Signoroni, Il piacere della birra. Viaggio nel mondo della bevanda più antica, Manuali Slow, 2017, p. 77-78) • Anche i livelli di consumo sono in crescita: siamo a 31,8 litri pro-capite (1,6% litri rispetto al 2016), per un totale di 19 milioni di ettolitri. Infatti l’Istat nel 2017 ha inserito la birra artigianale nel paniere della rilevazione dei prezzi che serve a misurare l’inflazione. In questo scenario, sensibile è stato il calo delle birre da importazione (-9,1%), che si attestano a 6,4 milioni di ettolitri. I dati riportati sono quelli pubblicati nel rapporto annuale di Assobirra, l’associazione che raggruppa 40 birrifici e 2 malterie, che rappresentano il 90% della produzione nazionale e il 71% della birra venduta in Italia. (Da.Pa., Manifesto.it, 4 ottobre 2018, Extraterrestre) • [tit.] Sul mercato europeo, invece, stando ai dati legati alla produzione dello studio di Technavio, si prevede che la quota del comparto della birra artigianale aumenterà di 666,34 milioni di litri entro il 2025 (+6,20%). Buone notizie, quanto meno in termini di popolarità, in generale per la birra italiana, che secondo l’Annual Report 2020 di Assobirra, risulta tra quelle con migliore reputazione in Europa, terza in classifica. Battuti tutti i Paesi a grande tradizione birraria, inclusa la Germania, ad eccezione di Polonia e Romania. (Simone Pazzano, Repubblica.it, 23 giugno 2022, Economia A&F Osserva Consumi) • Agostino Arioli, il mastro birraio che portò a Milano le prime birre artigianali. (Corriere della sera.it, 29 ottobre 2024, Lombardia).
Composto dal s. f birra e dall’agg. artigianale. Già attestato nella Stampa dell’11 dicembre 1990, Novara. p. 7, Asti e Provincia (a c. di Marco Piatti).
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